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| Alilauro tra i firmatari del protocollo d'intesa Ministero beni culturali e Mecenate 90 29/07/2008 - 31/08/2008 | |||
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Il Presidente Scuola del Cinema di Roma
(Giancarlo Costanzi)
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Il Presidente Ordine degli Architetti di Napoli
(Paolo Pisciotta)
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Il Presidente ANGiA
(Alessia Guarnaccia)
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Riforme, Partito unico centrodestra plaude a iniziativa di D'Alema Roma, 14 LUG (Velino) - "Apprezziamo molto l'iniziativa intrapresa oggi dall'onorevole Massimo D'Alema di far rivivere una stagione di riforme istituzionali grazie a un rinnovato spirito di dialogo". È quanto afferma il senatore Salvatore Lauro, presidente del comitato per il Partito unico del centrodestra. "Aderiamo come Comitato del Partito unico del centrodestra, convinti che la riforma dello Stato nei suoi organi di rappresentanza sia un contributo importante per ridare slancio ed entusiasmo al nostro paese. Ci auguriamo - auspica il senatore Lauro - che il clima piu' sereno sia la premessa di un fruttuoso dialogo tra centrodestra e centrosinistra, al fine di superare quel blocco dei lavori pur avviati nelle passate legislature, che meriterebbero in questi 5 anni di vedere una concreta realizzazione. Solo un concreto federalismo potra' responsabilizzare la classe politica e la gente del sud, alimentando un circuito virtuoso di 'informazione - delega - responsabilita''; premessa indispensabile per ridare speranza al mezzogiorno, al paese. Un federalismo e un sud che ritrovera' una sua funzione nell'ambito di un rafforzato quadro Mediterraneo, come rilanciato in sede comunitaria e piu' di recente dallo stesso presidente Sarkozy. È una sfida in campo - conclude il presidente del comitato per il Partito unico del centrodestra -, a noi la capacita' di coglierla". (com/noe) 141917 LUG 08 NNNN
Salvatore Lauro: " La storia della Caremar e i problemi che provoca nel Golfo..."
Caro direttore, negli ultimi tempi, quando si parla di ‘’trasporti marittimi’’, lo si fa sempre con maggior polemica, riguardo i disservizi, e le critiche continue, che montano con enorme facilità, e che vengono ricondotte quasi sempre alla societa ‘’alilauro’’ e alla mia persona. Si fa presto a parlare di monopoli, dimenticando cosa è successo in passato fino ad oggi , ora qui desidero ricordarlo :
1975 la ‘’Span’’ una delle tante società private operanti nel Golfo viene pubblicizzata senza gara, e nasce la ‘’Caremar’’ (intervento pubblico nazionale nei trasporti marittimi regionali);
1995 scade la convenzione ventennale, ma non si torna al mercato né si fanno gare internazionali come previsto.
1995-2008 rinnovi continui a favore della ‘’Caremar’’ nonostante gli interventi contrari della comunità europea
1975- 2008 costo Caremar circa 2.145 miliardi di vecchie lire (33 anni a 65 miliardi anno) una enormità.
L’arrivo dello Stato nell’economia dei trasporti marittimi del Golfo, con una convenzione ventennale, non fu visto certo come un’intromissione, né come una concorrenza sleale, come in effetti era. Era il 1975 e ‘’la moda’’ era vedere nell’intervento pubblico, il salvifico slancio dello Stato nei confronti del mondo del lavoro. La moda dell’epoca, non era certo comprendere i costi sociali che a lungo termine sarebbero derivati da tale scelta. Allora, non si levò alcuna voce dall’Europa, quell’Unione che poi dagli anni ’90 ai giorni nostri non ha mai mancato di parlare di concorrenza sleale. No, signori, nel 1975 si festeggiava l’intervento dello Stato in economia. E che festa! I sindacati organizzarono una manifestazione piena di bandiere rosse, quelle con la falce e martello per intenderci a cui oggi con un sorriso amarissimo dedico un intervento ad hoc nel mio blog . Ma che qui, non celandovi un pizzico di commozione voglio condividere un ricordo con i tanti amici lettori del Golfo che hanno avuto la gioia e la fortuna di incontrare mio padre, Agostino. Avevo 24 anni, nel 1975. E Ischia era stracolma di bandiere falce e martello per una manifestazione a favore della nascente società pubblica. Fu la prima volta che vidi mio padre piangere, di rabbia. Mio padre era abituato a stringere i denti, a soffrire, a lavorare duramente, ma anche a sperare nel futuro, a sognare. Era lo stesso uomo capace di guadagnarsi nel 1948 l’attenzione della stampa americana per aver attraversato l’Atlantico da New York a Napoli a bordo di un battello che doveva servire le ragioni del trasporto pubblico nel Golfo. Agostino Lauro, a rischio della vita ce la fece e si guadagnò il titolo di II° Cristoforo Colombo. Agostino quel giorno pianse di rabbia. Mio padre pianse ed io gli dissi “non ti preoccupare, papà, la Caremar non ci distruggerà”. Papà mi sorrise dicendo che il direttore del Banco di Napoli incontrato quella mattina gli suggeriva invece di vendere tutto e cambiare mestiere, non c’era più spazio per i privati nel Golfo di Napoli. La Caremar faceva concorrenza sleale, a chi lavorava ed investiva in proprio, a chi aveva costruito una realtà aziendale sui propri sforzi, personali, familiari e questo non doveva essere considerato intollerabile? Vedi direttore, finalmente oggi sono sereno nello scriverti perché l’impegno che presi nei confronti di mio padre, l’ho mantenutoá “la Caremar non ci ha distrutti”. Ma a costo di quanti sacrifici. Per le nuove responsabilità nei confronti della mia famiglia e dei miei figli non so se sarò interessato a portare avanti progetti di trasporto marittimo nel Golfo di Napoli. Certo Alilauro vivrà e crescerà anche grazie ad un management responsabile che da tempo è fuori dal contesto della famiglia. D’altronde ho sempre guardato con interesse al modello delle ‘’public company.’’ E intervengo dopo l’articolo di Nicola Lamonica, mio professore, a cui vanno riconosciuti senza dubbio parte dei miei meriti e dei miei demeriti professionali, che mi definisce in maniera pretestuosamente ironica tra i ‘’benefattori’’ del golfo. Non entro nel merito della polemica ma dico a tutti, a chi ci legge in primis, quanto sia ottuso dare titoli, fare la storia senza vedere il contesto, lo scenario, le storie personali, i dati economici. Quelle bandiere rosse, falce e martello incitanti al successo d’avvenire non capivano il buco nel bilancio pubblico che avrebbero generato con conseguente crollo del sistema . Non capivano quanto disonore portavano a chi lavorava col sudore e con la preoccupazione di dover reggere un confronto impariá quelle bandiere ispirate da un’ideologia devastante del primato dell’Uomo che sono state paragonate alle svastiche e condannate entrambe dalla Storia quella vera, per crimini contro l’umanità. Oggi mi sento libero, direttore, da quell’impegno assunto con papà. Libero nei confronti della mia famiglia che ho costruito e alla quale ho chiesto di condividere con me i sacrifici del mantenimento e del consolidamento dei tanti posti di lavoro che il Gruppo vanta. Libero perchè l’altro ieri sera il consiglio dei ministri ha finalmente posto in essere quanto la Ue da troppo tempo reclama: no alla concorrenza sleale. Per cui questa volta, mi trovo stranamente d’accordo col professore Lamonica quando afferma che si dovrebbe fare una gara europea con l’uscita della Caremar che garantirebbe l’introduzione di altri vettori e di nuove linee che amplierebbero la concorrenza. Al di la delle gratuite ironie, mi sento comunque lungimirante . Lungimirante come quando mi candidai a Sindaco di Napoli, perché vedevo, purtroppo come un’inascoltata cassandra, il limite a cui il sistema dei partiti tradizionali, fatti da malgoverno e opposizione di comodo, stava riducendo la nostra città. Mi candidai da uomo libero pensando soprattutto alla mia isola, se Napoli cade, cade anche Ischia perdendo tutto il turismo. E con la stessa libertà di pensiero, mi rivolgo agli isolani. Rendiamoci conto che o Ischia si dà un progetto capace di vincere le sfide globali o subirà le scelte, il lavoro, i successi di territori lontani. Criticare meno e fare di più questo dovrebbe essere il motto che ci dovrebbe accompagnare nei prossimi mesi. E sempre da isolano appartenente ad una comunità che tanto mi ha dato, desidero continuare a contribuire come cittadino, a cambiare l’attuale cultura e continuare a far crescere e sviluppare l’isola. Intervenendo si sull’attuale emergenza ma guardando anche oltre. Temo infatti che si sovrastimi il cambiamento che si verificherà nei prossimi tre anni e si sottovaluti il cambiamento dei prossimi dieci. Naturalmente i cittadini, le associazioni, e gli imprenditori dovranno fare la loro parte, ma le vere scelte spetteranno alla classe amministrativa dirigente che spesso vedo più impegnata a difendere il proprio giardinetto che a rischiare per portare avanti un vero progetto strategico che interessi l’intera isola.
Con stima
La sinistra italiana pone due problemi alla democrazia. Il primo sta nella sua incapacità di rappresentare i suoi stessi sostenitori, i quali la rifiutano col voltastomaco, non la votano e la lasciano colare a picco. Il secondo problema è la tentazione autoritaria della sinistra, che consiste nel considerare l’eventualità di gridare “al lupo” di fronte al governo legittimo. La sinistra, diversamente dalla destra, ha quest’ultima e sciagurata risorsa: quella di dire che la democrazia è in pericolo, che il fascismo è alle porte e che occorre «mobilitare» se non le masse (che non esistono più) almeno quei quattro intellettuali scalcagnati sempre pronti ad andare in scena.
Veltroni è chiuso nella morsa dei due problemi, o meglio del primo problema – il rigetto dell’attuale sinistra da parte degli elettori – che apre la praticabilità del secondo. Veltroni ha un fronte interno e uno esterno. Quello esterno consiste nella disastrosa mancanza di tenuta dimostrata ora anche dalle elezioni in Sicilia in cui delle enclaves «rosse» come la provincia di Enna, seguitano a disertare e a cedere di fronte all’avanzata del centro destra. Questo smottamento continuo si traduce, nel suo partito, in una sconfitta della sua leadership, del suo progetto, della sua linea politica. Per di più il segretario del Pd ha commesso l’errore suicida di lasciare l’intera prateria dell’opposizione radicale a Di Pietro e all’Italia dei Valori, che cavalca incendiando e distruggendo l’immagine responsabile della sinistra riformista, eccitando una chiamata alle armi e all’arma proibita: la vecchia ascia di guerra dell’antiberlusconismo viscerale, dell’odio razziale e razzista verso il centro destra, della furia antidemocratica in nome della democrazia. Ciò spinge fisicamente Veltroni, che non sembra avere quella schiena drittissima che qualcuno gli attribuiva, a farsi tentare anche lui dall’arma proibita, sicché tentenna e già minaccia di abbandonare la linea seria del confronto e del dialogo, per riprendere almeno come trucco teatrale quella della devastazione. Nessuno è in grado di capire quanto Veltroni si senta costretto a questo tentennamento e quanto lo sostenga davvero, spinto dalla disperazione.
Se potessimo permetterci un consiglio da onesti avversari lo vorremmo sconsigliare: la linea della sinistra riformista è una linea forte che non paga immediatamente, ma è l’unica che permette di ricostruire sulle macerie una sinistra futura moderna e fatta di valori occidentali, che sono esattamente quelli sui quali la destra liberale raccoglie oggi il suo forte consenso. Veltroni dovrebbe poi anche capire – ma siamo sicuri che lo abbia fatto anche se non può dirlo – che la catastrofe attuale della sinistra non dipende dalla scelta di una linea responsabile e dialogante, ma dal miserabile fallimento del governo Prodi che ha spazzato via l’immagine della sinistra, ha inflitto al Paese danni e dolori che sono destinati a durare per anni, ha massacrato la credibilità stessa della sinistra. Se vuole prendersela con qualcuno, Veltroni se la prenda soltanto con Prodi e con quanti nel suo partito, a cominciare da D’Alema, furono sono e restano prodiani e suoi nemici giurati. Se Veltroni è forte, come ci auguriamo, troverà la forza per reagire alla sconfitta incolpando coloro che ne hanno davvero la colpa, e cioè il prodismo odioso, punitivo, cattivo, pessimo nell’amministrare e ancora peggiore nell’apparire. E se saprà mantenere la barra della sua barca pensiamo che verrà premiato. da - Il Giornale 19 giugno 2008
Trascorsi i 150 giorni oggi parte l'impegno della famiglia Lauro. Salvatore Lauro spiegare la grande rivoluzione di una tra le aziende che hanno fatto la storia dei collegamenti marittimi nel Golfo di Napoli.
http://www.romaneapolis.tv?content_id=295
"E’ una filosofia che poi tradurremo in atti progetti concreti- spiega Cutrufo- Per finanziare gli investimenti in cantiere stiamo studiando la formula migliore. Penso di rivolgermi al mercato per trovare risorse, dal pubblico ai privati, dagli operatori del settore ai fruitori dei servizi. Nel programma di Alemanno si anche parlato della creazione di un progetto metropolitano, il distretto culturale e turistico, che punta a coinvolgere tutti gli addetti ai lavori, per sviluppare le capacità manageriali necessarie a valorizzare il patrimonio culturale di Roma e dei comuni limitrofi".
"Anche l’ente bilaterale turismo segnala a marzo una flessione, aggravatasi ad aprile e confermata dal calo prenotazioni estive. Non è una sorpresa- sottolinea Cutrufo- l’effetto dell’onda lunga del Giubileo prima o poi doveva finire. Se a questo si aggiungono i riflessi negativi del super-euro sulle prenotazioni americane, si spiega la difficile congiuntura. Non sarà facile recuperare in corsa il calo prenotazioni, perché gli interventi strutturali vanno programmati con un certo anticipo. I bilanci, ad ogni modo, si fanno alla fine".
"Anche sui dati delle presenze medie a Roma che sono di 2 giorni e mezzo, rispetto ai 4-5 delle Capitali d’Europa meritano una riflessione, bisogna stimolare un inversione di tendenza, con interventi nuovi e strutturali. Stiamo incontrando in questi giorni gli operatori del settore che servono a mettere a punto una strategia condivisa. Anche per ciò che riguarda l’estate romana e la Notte Bianca- conclude il vicesindaco- nessuno pensa di cancellare iniziative come queste, ma bisogna programmare eventi di richiamo nazionale e internazionale, per creare occasioni di soggiorno anche in periodi di bassa stagione".
4 giugno 2008
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Attualmente le infrastrutture di cui e’ dotata l’Italia sono insufficienti e costituiscono un ostacolo alla crescita economica. Il sottosegretario di Stato alle Infrastrutture e ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha rilanciato in questi giorni l’ importanza del trasporto marittimo come propellente di sviluppo. “E’ il nostro petrolio, assieme al turismo” ha detto Giachino durante una conferenza stampa organizzata a Roma dalla Federazione del Mare per celebrare la prima Giornata europea del mare istituita dall'Unione europea.
Il sottosegretario ha rilevato che nella prima fase di globalizzazione dei mercati l'Italia non ha saputo cogliere le occasioni per giocare un ruolo da protagonista: oggi invece - ha detto - in una fase di globalizzazione di ritorno, possiamo recuperare il tempo perso, a condizione che riusciamo a fare del nostro Paese il vero centro del Mediterraneo, valorizzando il sistema dei trasporti in generale ed in particolare il trasporto marittimo che rappresenta la principale modalità per attirare nei nostri mercati le merci provenienti dall'Estremo Oriente”.
Il discorso del sottosegretario del governo Berlusconi e’ in linea con quanto afferma l’Istituto Agostino Lauro nel sito www.mediteraneo.it.: “In un futuro ormai prossimo, l’Europa ed il Mediterraneo saranno più vicini ed uniti, dando luogo ad un unico grande mercato, guardando a questo grande mare come il centro strategico per incontri e confronti. E’ infatti prevista, entro il 2010, la costruzione di una zona di libero scambio, che per peso e dimensioni sarà tra le più grandi del mondo.
Si tratta di un’occasione unica per la crescita economica e strategica dell’intera area mediterranea, destinata ad incrementare gli scambi commerciali ed i flussi di investimento tra gli Stati”.
L'Istituto Agostino Lauro, dalla sua fondazione, svolge azione a favore del mare e dello sviluppo del mediterraneo. Segretario e' Stanislao Mercuri e pone Romaneapolis come capitale del mediterraneo attraverso lo sviluppo delle vie del mare.
Lauro.it ha come missione di mettere in contatto i popoli del mediterraneo attraverso la navigazione e le tecnologie. (A.M./Italia Estera)
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Riforma della legislazione nazionale del turismo
Legge n. 135 del 29 Marzo 2001, G.U. n. 92 del 20 Aprile 2001
http://www.senato.it/loc/link.asp?tipodoc=leggigu&id=135&anno=01
Shazarak in ...
Borbonico in &n...
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Borbonico in ...
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Borbonico in Fini e Schifani a Ca...
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